La moglie di un Levita lasciò il marito dopo essergli stata "infedele" e tornò a casa da suo padre.

Dopo qualche mese, l'uomo si recò da lei con l'intenzione di riprendersela.

Una volta arrivato, il padre della donna lo accolse festosamente e lo trattenne per diversi giorni offrendogli vitto e alloggio. Una sera finalmente i due ripartirono.

A metà strada, di notte, decisero di pernottare in una città. Trovarono un anziano che li ospitò in casa sua.

A un certo punto, però, degli uomini bussarono alla porta e ordinarono al padrone di casa: «Fa' uscire quell'uomo che è entrato in casa tua, perché vogliamo abusare di lui!» (Gc 19:22).

Il padrone rispose: «No, fratelli miei, vi prego, non fate una cattiva azione; dal momento che quest'uomo è venuto in casa mia, non commettete quest'infamia! Ecco qua mia figlia che è vergine, e la concubina di quell'uomo; io ve le condurrò fuori e voi abusatene e fatene quel che vi piacerà; ma non commettete contro quell'uomo una simile infamia!» (Gc 19:23-24)

A questo punto, il marito della donna "prese la sua concubina e la condusse fuori da loro; ed essi la presero, abusarono di lei tutta la notte fino al mattino; poi, allo spuntar dell'alba, la lasciarono andare." (Gc 19:25)

La mattina dopo, l'uomo aprì la porta di casa e disse alla moglie, che si trovava stesa per terra: «Àlzati, andiamocene!» Ma non ebbe risposta. (Gc 19:28)

Poiché la donna era morta. Il capitolo finisce così: "Quando giunse a casa, si munì di un coltello, prese la sua concubina e la divise, membro per membro, in dodici pezzi, che mandò per tutto il territorio d'Israele. Tutti quelli che videro ciò dissero: «Una cosa simile non è mai accaduta né si è mai vista, da quando i figli d'Israele salirono dal paese d'Egitto, fino al giorno d'oggi! Prendete a cuore questo fatto, consultatevi e parlate»." (Gc 19:29-30)